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LATTE
E DERIVATI: OSTEOPOROSI
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LOSTEOPOROSI
NELLE PATOLOGIE INFIAMMATORIE CRONICHE
DELLINTESTINO
LOrganizzazione
Mondiale della Sanità (OMS) ha
recentemente inserito nelle priorità
sanitarie di rilevanza internazionale
per la decade 2000-2010, losteoporosi.
Questa patologia dello scheletro, definita
anche malattia delle ossa di vetro,
ha come sua caratteristica principale
la perdita del patrimonio minerale osseo,
con conseguente progressiva riduzione
della resistenza meccanica dello scheletrico,
il quale va incontro col tempo al cedimento
strutturale, anche spontaneo. Le fratture
di vertebra, di femore e di polso, rappresentano
le manifestazioni cliniche più
drammatiche dellosteoporosi, sia
in termini di costi umani, per scadimento
della qualità della vita del
paziente e per riduzione dellattesa
di sopravvivenza, sia per gli elevati
costi economici di gestione sanitaria.
Poiché la perdita di patrimonio
minerale è irreversibile, la
prevenzione e la diagnosi precoce rappresentano
le migliori strategie di gestione della
malattia osteoporotica. In particolare,
a partire dagli anni sessanta, grazie
allo sviluppo della MOC (acronimo di
densitometria ossea computerizzata a
raggio X), è possibile misurare
con accuratezza e precisione la densità
minerale ossea, la quale rappresenta
il fattore predittivo più importante
della frattura. Inoltre, la conoscenza
più approfondita dei meccanismi
patogenetici della malattia ha consentito
di approntare valide misure preventive,
quali una corretta alimentazione e un
migliore stile di vita.
Tuttavia, nonostante la presa di coscienza
sia sanitaria che pubblica, ancora oggi
losteoporosi è misconosciuta
in molte patologie che la vedono come
manifestazione clinica secondaria. Tra
queste, le malattie infiammatorie intestinali
(conosciute come IBD, acronimo di inflammatory
bowel disease), sono una delle condizioni
patologiche dove losteoporosi,
se non diagnostica in tempo e correttamente
trattata, inficia significativamente
lo stato di salute del paziente, già
compromesso dalla patologia intestinale.
Losteoporosi è una patologia
ad insorgenza subdola, con sintomi poco
eclatanti, spesso confusi con quelli
dellartrosi, senza segni obiettivi
patognomonici; non è inusuale
diagnosticarla in proprio occasione
della sua complicanza fratturativa vertebrale
o femorale, quando cioè la compromissione
ossea è già tale da determinare
uno stato di invalidità.
Da alcuni anni sono stati pubblicati
numerosi studi scientifici che documentano
lincremento di prevalenza e incidenza
dellosteoporosi e della sua complicanza
fratturativa nelle IBD. Recenti studi
di popolazione dimostrano come nelle
IBD lincidenza di fratture di
colonna e di femore sia del 40% più
elevata che nella popolazione generale,
in particolare nella malattia Crohn.
Tra i pazienti con enterite regionale
sono le donne poi a soffrire con maggior
frequenza della frattura, con un rischio
più che doppio rispetto al sesso
maschile. Se oggi è ben chiaro
il quadro epidemiologico, assai meno
lo è quello patogenetico, il
quale tuttora è una vexata quaestio.
Alcuni autori hanno comunque recentemente
segnalato importanti modificazioni patologiche
del metabolismo del calcio nella malattia
di Crohn, in particolare nei casi sottoposti
a resezione chirurgica parziale del
piccolo intestino: il ridotto assorbimento
intestinale del calcio può, infatti,
determinare un quadro metabolico di
iperparatiroidismo secondario; la minor
disponibilità di calcio circolante
stimola le ghiandole paratiroidee a
secernere il paratormone, il quale agendo
sulle cellule bersaglio osteoclastiche
(cellule ossee deputate al riassorbimento
osseo), provoca un incremento del riassorbimento
di calcio dal tessuto osseo con conseguente
riduzione della capacità di resistenza
meccanica dello scheletro. Ma anche
il processo infiammatorio cronico, per
sè, e quindi la malattia intestinale
nella sua essenza, può stimolare
gli osteoclasti tramite mediatori detti
citochine e indurre quindi un depauperamento
progressivo delle riserve di quella
banca del calcio che è
il nostro scheletro.
A questi importanti fattori patogenetici
della fratture da osteoporosi nelle
IBD, si aggiunge un farmaco assai importante
nelle terapia della malattia, lo steroide.
Il cortisone, prescritto nelle fasi
infiammatorie acute della malattia intestinale,
è ben noto per la sua azione
osteopenizzante da molto tempo. Sono
sufficienti posologie molto basse e
pochi mesi di somministrazione per determinare
significative perdite di massa ossea.
Già 5 mg di equivalente prednisonico
al giorno per via sistemica (per os,
per intramuscolo o per endovena) per
più di tre mesi sono una posologia
che determina un bilancio calcico negativo
con conseguente perdita di massa ossea.
Le più importanti società
scientifiche internazionali, quali la
British Society of Gastroenteroly e
lAmerican Gastrointestinal Association,
hanno da tempo emanato delle linee guida
per la prevenzione dellosteoporosi
nelle IBD; linee guida che è
opportuno rammentare ai pazienti, in
quanto si tratta spesso di semplici
cambiamenti dello stile di vita.
La prima regola
è alimentare: introdurre quotidianamente
cibi ricchi di calcio quali il latte,
lo yogurt o il formaggio grana; il calcio
rappresenta lelemento costitutivo
primario del tessuto scheletrico e lOMS
consiglia per una persona adulta unapporto
quotidiano di almeno 1 grammo di calcio
al giorno. Qualora ciò non sia
possibile per la patologia intestinale
è bene assumere il calcio come
farmaco.
Seconda regola: camminare di buon passo
unora al giorno è ottima
misura per stimolare gli osteoblasti,
cellule responsabili della neoformazione
ossea e per esporsi alla luce solare,
fattore indispensabile per la sintesi
endogena della vitamina D, nota come
vitamina antirachitica.
Terza regola: evitare leccesso
di alcolici e il fumo che interferiscono
con il metabolismo osseo.
Quarta regola: per le pazienti in postmenopausa
eseguire una MOC per valutare il grado
di osteoporosi e il rischio di frattura;
qualora presente la patologia ossea,
il medico dovrà provvedere a
prescrivere i farmaci necessari per
arrestare il riassorbimento osseo. Per
i pazienti, invece, la MOC è
indicata dopo i 55 anni solo se affetti
da malattia di Crohn, mentre in quelli
affetti da colite ulcerosa è
indicata solo se hanno ricevuto steroidi
per via sistemica. La MOC è sempre
indicata per tutti i pazienti con IBD
che assumono cortisone a posologie superiori
a 5 mg di prednisone pro die per periodi
programmati superiori a tre mesi.
Da ultimo, quinta regola, è opportuno
che i pazienti affetti da IBD con osteoporosi
imparino le corrette posture al fine
di non sovraccaricare lo scheletro nelle
sedi delle fratture, come ad esempio
la colonna lombare. Adeguati training
per apprendere come sollevare e trasportare
pesi, come accudire alle faccende domestiche
quali lo stiro, il lavare i pavimenti,
il riassettare i letti, consentono di
salvaguardare al meglio il proprio scheletro
in una corretta ottica di prevenzione
della frattura da osteoporosi.
Prof. Fabio Massimo Ulivieri
Centro per lo studio e la cura dellosteoporosi
U.O. di Medicina Nucleare
Ospedale Policlinico di Milano
www.policlinico.mi.it
infomoc@policlinico.mi.it
Testo divulgativo pubblicato su: http://www.amiciitalia.org/ibdosteoporosi.htm
In ogni caso non bisogna
MAI sostituirsi al medico curante che
va sempre consultato.