|
|
 |
 |
IL
CONSUMATORE
Dr. Vincenzo Dona Presidente Unione
Nazionale Consumatori
(Tratto da "Sai riconoscere la qualità
?" Ed. "Il Mondo del Latte")
Come
riconoscere la qualità e orientarsi
nella complessità del mercato? La
Legge viene in aiuto del consumatore con
il Bollo sanitario che, apposto sul prodotto
o sulla confezione, attesta la conformità
dello stesso alle normative igieniche vigenti.
E' un bollo ovale al cui interno vi sono
la sigla del paese d'origine, il numero
di riconoscimento dello stabilimento e la
sigla CEE.
Ma non è questo il solo "marchio
di qualità" di latte, yogurt,
burro e formaggi. Riferimenti importanti
sono anche il contenuto dell'etichetta nutrizionale,
le modalità di conservazione, la
praticità d'uso delle confezioni
e naturalmente la gradevolezza del gusto.
Occhi aperti, dunque, e se proprio mancano
i punti di riferimento, meglio fidarsi del
buon senso. Un prodotto "firmato"
con l'indicazione del produttore finale,
viste le responsabilità che la legge
attribuisce a quest'ultimo, dà sicuramente
ogni garanzia.
In caso di prodotti anonimi, invece, meglio
diffidare di espressioni come "naturale"
o "del contadino" che cercano
di dare ai consumatori più ingenui
solo l'impressione di una maggiore genuinità.
L'etichetta.
Grazie all'impegno congiunto dell'industria
e delle associazioni dei consumatori, oggi
le etichette dicono tutto quello che c'è
da sapere sul prodotto. In particolare,
su tutte le confezioni di latte, burro,
formaggio e yogurt di produzione industriale,
il consumatore può trovare: il nome
del prodotto, l'elenco dei suoi ingredienti,
il nome e la sede di chi lo ha prodotto
o confezionato, la sua quantità,
come conservarlo, la sua data di scadenza
o il termine minimo di conservazione.
Se, sempre nel caso dei prodotti lattiero
caseari, gli ingredienti non sono riportati,
significa che per produrli sono stati utilizzati
solo latte, caglio (una sostanza naturale
che serve a produrre il formaggio) fermenti
lattici ed eventualmente sale.
La presenza di quest'ultimo dev'essere invece
segnalata nei formaggi freschi, fusi e nel
burro. Quando, invece, si aggiungono altri
ingredienti come frutta o vengono utilizzati
additivi, è necessario riportare
in etichetta l'elenco completo.
Per quanto riguarda gli additivi, il cui
impiego nei prodotti lattiero caseari è
estremamente raro, si tratta di sostanze
utilizzate per far sì che alcuni
prodotti possano conservarsi per il tempo
necessario e senza le quali in molti casi
non sarebbe neanche possibile ottenere il
prodotto stesso.
Il loro uso è regolamentato da una
severa legislazione che stabilisce quali
sostanze, in che quantità e in quali
prodotti essi possono essere utilizzati.
La normativa prevede infatti che un additivo
possa essere utilizzato solo se specificamente
approvato dall'Unione Europea, e solo dopo
che si sia dimostrata la sua reale necessità,
in quanto consente vantaggi per il consumatore
altrimenti non ottenibili, nonché
l'assoluta innocuità alle dosi consentite.
Su tutti i prodotti, viene poi riportata
la data di scadenza o il termine minimo
di conservazione. Nel primo caso, si trova
la scritta "da consumarsi entro..."
che significa che quel prodotto non deve
essere acquistato dopo quella data. Se,
invece, come sui prodotti che durano più
a lungo (il latte UHT o i formaggi stagionati)
si trova scritto "da consumarsi preferibilmente
entro la fine....", vuol dire che quel
prodotto può essere consumato anche
dopo quella data.
Oltre a queste, molto spesso si trovano
sulle confezioni informazioni sul contenuto
nutrizionale del prodotto. Non si tratta
di indicazioni obbligatorie, ma vengono
riportate volontariamente dall'industria
per fornire al consumatore ulteriori utili
informazioni sulle caratteristiche nutrizionali
del prodotto. Leggendole si può capire
l'apporto energetico, e il contenuto in
proteine, zuccheri e grassi. Indicazioni
aggiuntive, relative a vitamine e alcuni
sali minerali, come ad esempio il calcio,
vengono riportate se presenti in quantità
significativa.
La confezione.
Grazie alle confezioni, i prodotti si conservano
nelle condizioni ottimali e possono essere
venduti in porzioni più o meno grandi,
a seconda delle esigenze dei consumatori.
La legge non prevede l'obbligo di confezionare
i prodotti di grosse dimensioni, che vengono
venduti sfusi e il più delle volte
tagliati presso il punto vendita nelle quantità
richieste dagli acquirenti. Per questo nei
banconi dei supermercati, come pure nei
negozi, i formaggi molli si presentano nell'incarto
protettivo, mentre quelli duri e stagionati
sono privi di qualsiasi imballo.
Diverso è anche il caso delle singole
porzioni che non vengono manipolate dai
negozianti. In tal caso i prodotti vengono
chiusi in involucri di varia natura: sottili
pellicole, vaschette di plastica, carta
o carta plastificata, scatolette di legno.
Per altri prodotti il confezionamento è
previsto per legge come nel caso delle mozzarelle
(che non devono essere vendute sfuse) o
è, più semplicemente, necessario.
Così è per lo yogurt, contenuto
in vaschette di plastica o vetro, per il
burro, in involucri di carta, alluminio
o in scatole metalliche, e per il latte,
in bottiglie di plastica o vetro o, più
comunemente, in confezioni di cartone rivestite
internamente da un sottile strato di plastica,
se contengono latte fresco, o da uno strato
di alluminio ricoperto, se si tratta di
latte a lunga conservazione.
Le caratteristiche di tutti i materiali
che possono entrare in contatto con gli
alimenti, e quindi anche tutti quelli usati
per confezionarli, sono stabilite dalla
legge che ne fissa i requisiti minimi per
evitare la cessione di sostanze dannose
o di odori sgradevoli. L'industria lattiero
casearia utilizza soltanto i materiali migliori,
selezionandoli e sottoponendoli a numerosi
controlli che garantiscono la conservazione
ottimale dei propri prodotti.
Conservare gli alimenti nella propria casa.
Con l'acquisto, parte della responsabilità
relativa alla sicurezza dei cibi passa ai
consumatori. Per quanto concerne i prodotti
lattiero caseari, peraltro, non sussistono
grandi difficoltà.
Basta infatti rispettare le temperature
di conservazione indicate sulle confezioni:
si tratta in genere dei classici 4 °C
corrispondenti alla temperatura media di
un frigorifero domestico, e nel quale devono
essere subito riposti dopo l'acquisto.
Il rispetto delle temperature coinvolge
i prodotti freschi quali i latticini (ad
esempio le mozzarelle, la ricotta e il mascarpone),
il latte, lo yogurt e il burro.
In altri casi, quali ad esempio le porzioni
confezionate di formaggi molli o duri, la
segnalazione "conservare in luogo fresco
e asciutto" è una condizione
importante per conservare al meglio le caratteristiche
e il gusto del prodotto.
Va inoltre prestata attenzione allo stato
della confezione: non acquistatela se gonfia
o danneggiata. Altrimenti restituitela al
negoziante, che deve sostituirla con una
integra. Lo stesso vale per il contenuto.
Se esso presenta muffe o sapori o odori
sgradevoli, non consumatelo. Potrebbe infatti
essersi verificata una interruzione della
catena del freddo. Senso e buon senso sono
sentinelle che vanno ascoltate.
|
TORNA
ALL'INDICE
|
 |
|
|
|
|

|
|
| Contattaci |
 |
|
_________________________________________________________
Copyright © , Artestudiomultimedia,
Tutti i diritti riservati - ottimizzato 800x600
latte.it e' un sito interamente prodotto e realizzato da
Art&Studio
Multimedia
|
|